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Boston 2013 - due punti di vista

17-04-2013 15:50 - News Generiche
Martin Richard
Ci sono eventi, fatti più o meno gravi che ci colpiscono nel profondo. Evidentemente l´attentato di Boston ha colpito la sensibilità di tutti, ma ancor di più colpisce chi del mondo della maratona fa parte. Tanti di noi hanno avuto la fortuna di partecipare a manifestazioni del genere nella grandi città....New York, Roma, Firenze....e lo schema è sempre quello, a moglie e figli si da l´appuntamento al traguardo. E´ terribile pensare che su quel traguardo ci poteva essere uno di noi, su quella tribuna uno dei nostri cari. Forse però, in tutto il dramma che questo attentato ha portato, il fatto che colpisce maggiormente è la morte del piccolo Martin Richard. Lui, con la mamma, la sorella e il fratello aspettava che il papà tagliasse gioioso il traguardo e dedicasse a loro un sorriso, un bacio, desse un 5 ai suoi bimbi alla fine della sua impresa. E invece altri hanno deciso che le cose sarebbero dovute andare diversamente.

Gli occhi del bambino.
Il piccolo Martin siamo noi...anche noi come lui abbiamo ammirato i nostri eroi tagliare i loro traguardi e abbiamo sognato di imitarli.
Il piccolo Martin sono i nostri figli...ci guardano come degli esempi e se facciamo una cosa degna di nota, come terminare una maratona, loro lo sanno e sanno che il loro sorriso e la loro festa per noi è ossigeno, è vita.
Il piccolo Martin rappresenta i nostri desideri...vorremmo che crescessero e si realizzassero così come il piccolo Martin avrebbe dovuto crescere, realizzarsi e a sua volta trasmettere i suoi desideri ai suoi figli.
Il piccolo Martin non aveva colpa di trovarsi là e in quel momento. Lui era orgoglioso di essere là per applaudire il papà.

Gli occhi del padre.
Bill Richard è uno di noi.
Bill Richard è un padre, un lavoratore, un atleta amatore.
Bill Richard è una persona che, come tanti di noi, lavora, si dedica alla famiglia e ha una grande passione: la corsa.
Bill Richard è una persona che per seguire la sua sana passione ruba tempo al tempo libero, alla famiglia....magari si allena la mattina presto prima di andare in ufficio...oppure si allena durante la pausa pranzo...o, ancora, si allena la sera dopo aver sgobbato per tutto il giorno e torna a casa la sera tardi per abbracciare i suoi figli e la moglie.
Bill Richard è un atleta amatore che ha deciso di correre la maratona più antica del mondo, forse l´unica maratona che si corre di lunedì.
Bill Richard ha preso anche un giorno di ferie in più perchè la maratona è proprio di lunedì e i bimbi hanno saltato la scuola.
Bill Richard ha fatto la sua preparazione e il lunedì è andato alla partenza della gara con la raccomandazione a moglie e figli:"ci vediamo al traguardo...".
Bill Richard è arrivato al traguardo della maratona ma temo che avrebbe preferito non aver mai corso in vita sua, mai deciso di partecipare a una maratona, mai dato appuntamento alla famiglia al traguardo.
Bill Richard è un uomo che per tutta la vita odierà un preciso istante...quello che gli ha portato via il sorriso del piccolo Martin....quello stesso istante che ha portato via una gamba alla piccola Jane....quello stesso istante che rischia di uccidere anche la moglie Denise.
Bill non odierà la maratona, nè odierà la città di Boston...Bill odierà l´ignobile gesto voluto da degli uomini che di umano hanno poco. Quel gesto vile voluto esattamente per lasciare segni indelebili sui malcapitati sul luogo delle esplosioni. Quel tipo di ordigni sono costruiti principalmente non per uccidere ma per far male, molto male.
Però hanno ucciso e hanno strappato alla vita il sorriso con i due dentini mancanti del piccolo Martin.
Ora, non smettiamo di far andare mogli e figli al traguardo delle gare perchè abbiamo sempre bisogno che loro ci siano. Non smettiamo di partecipare alle maratone nelle grandi città, servirebbe solo a darla vinta a chi tenta di destabilizzare le coscienze col terrore.
Non smettiamo mai di vedere la vita con gli occhi del piccolo Martin, con leggerezza, col sorriso, con l´ammirazione per le imprese altrui.
Non smettiamo di essere Bill...padri, lavoratori, atleti, eroi per i nostri figli e per i nostri cari.
E vi consiglio l´ascolto di questa canzone, scritta da un padre che ha perso il figlio.... http://www.youtube.com/watch?v=isuCMplAQ_U



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