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L´evoluzione della specie - Forte Village Triathlon 27 Ottobre 2013

07-11-2013 15:39 - News Generiche
L´uomo nel suo millenario viaggio nel mondo ha attraversato diverse fasi.
In origine fu la scimmia che però si ruppe le scatole di rovinarsi le unghie a strisciare per terra e allora decise di alzarsi un po´ trasformandosi in ominide (del quale ancora oggi esistono diversi esemplari). Ancora però la somiglianza con la scimmia era eccessiva e l´ominide scoprì la ceretta e cominciò ad evolversi in Australopiteco e poi in Homo Habilis. Cominciò quindi a migliorare la propria manualità e capacità di fare le cose e poi scoprì che mangiando delle ottime bacche azzurre gli effetti che ne traeva erano altamente positivi....arriviamo all´Homo Erectus. Entriamo quindi in una fase in cui l´uomo, o quello che poi sarebbe diventato uomo, comincia a spostarsi agilmente per cacciare gli animali, a correre più rapidamente visto il migliorare della postura. Però ancora gli capitava di rincorrere una succulenta preda, riuscire ad acchiapparla e non sapere cosa farne. Arrivarono quindi i libri di ricette di Gordon Ramsay e l´Homo Erectus divenne Homo Sapiens, la cui peculiarità era quella di saper cacciare, cucinare e mangiare. I tempi delle scimmie primordiali sono molto lontani.
Ma ancora mancava un ulteriore salto di qualità e, dopo aver abbandonato la ceretta per passare alla luce pulsata e alla depilazione definitiva, l´Homo Sapiens si affibbiò l´appellativo di Homo Sapiens Sapiens. Imparò di seguito l´uso della ruota e costruì la prima rudimentale bicicletta con la quale riusciva a raggiungere più velocemente le prede da cacciare a discapito di quelli che ancora correvano per riuscire a nutrirsi, riuscendo quindi a mangiare meglio e più velocemente. Scoperti poi i benefici degli Omega3 su muscoli e tendini si tuffò in mare e vide che galleggiando a pancia in giù e muovendo le braccia in rotazione riusciva a raggiungere più facilmente i pesci più grossi e succulenti.
Direte: che minchia c´entra tutta questa storia dell´evoluzione???
Tutto questa era un modo scientifico per parlare di triathlon e di come ci si arriva...da bambini la prima cosa che si impara a fare è correre, poi veniamo piazzati su un triciclo e impariamo a pedalare e poi il tuffo in acqua ci porta a voler sopravvivere e imparare a nuotare. Tutta la scienza e la storia ci racconta che nasciamo per diventare triatleti.
E chi c´era il 27 ottobre al Forte Village Triathlon ha potuto constatare quanto sia spettacolare e meraviglioso questo sport.
La gara, già dal momento del lancio, è subito diventata un evento attesissimo. In giro ne parlava chiunque e per i triatleti è stata una vera manna dal cielo. Una gara così bella, organizzata da un team pazzesco, in un contesto ambientale unico al mondo è un´opportunità che non bisogna mai farsi sfuggire. E infatti....
Nell´ambito della manifestazione erano previste una gara sulla media distanza (1,9 km nuoto - 90 circa in bici - 21,1 km di corsa) che si poteva disputare anche a staffetta, e una gara sulla distanza Sprint (750 metri di nuoto - 20 km in bici - 5 km di corsa).
In totale gli iscritti sono circa 400 e i giorni che precedono la gara vedono tutti gli atleti più intenti a seguire le evoluzioni meteorologiche che non le tabelle di allenamento. La settimana che precede la gara è caratterizzata da un vento caldo di scirocco che, se da una parte tiene le temperature gradevoli, dall´altra agita il mare rendendolo sporco e mosso.
Il programma prevede il posizionamento della bici in zona cambio già dal sabato sera, giorno in cui ci sarà anche il briefing pregara, ma per tanti sarà l´opportunità per prendere confidenza con la meravigliosa location di gara. Domenica mattina sveglia presto e accesso alle zone cambio per gli ultimi ritocchi. Alle 8:00 in punto scatta la gara con lo spettacolare tuffo generale in un mare complicato. I nomi allo start sono eccellenti e non deluderanno le aspettative. La frazione in bicicletta (percorso interamente chiuso al traffico) è spettacolare e i migliori affronteranno il percorso a medie pazzesche, oltre i 35 km/h. La corsa, sotto un sole cocente, si svolge sullo sterrato che costeggia la ss 195 con giri di boa e arrivo all´interno del campo sportivo dove sono assiepati tifosi e ragazzi dello staff pronti ad incitare tutti gli atleti. La gara viene vinta, secondo pronostico da un fortissimo Alessandro De Gasperi, che stacca tutti con una condotta di gara molto regolare e arriva 6 minuti prima dell´ottimo Massimiliano Sansone. Soffrono un po´ nella frazione di corsa Ivan Risti, eccellente nuotatore, che chiude il podio, mentre la medaglia di legno va al sardo-riminese Maurizio Carta che, dopo la solita straordinaria frazione bike, arranca un po´ sulla mezza maratona.
Tra le donne, prestazione di altissimo rilievo per la cremonese Sara Tavecchio che chiude di soli 15 secondi sopra le 5 ore. Con lei sul podio, staccatissime, Laura Mazzucco e Silvia Ottaviano.
Nela gara sprint maschile doppietta delle Fiamme Oro con Manuele Canuto e Alberto Casadei che chiudono appaiati, mentre il francese Nicolas Becker chiude il podio.
Tra le donne prevale la cremonese Veronica Signorini che stacca Elena Casiraghi e la sassarese Alice Capone.
Varia e corposa la presenza di atleti locals.
Nella gara a staffetta si sono cimentati nella frazione di corsa ben 3 atleti.
Giggillai ha fatto il suo dovere piazzando un 1:19:27 su un percorso difficilissimo e portando la sua squadra al 6° posto.
Giuseppe Palmas ha messo da parte le scarpe da corsa ed è montato in sella alla sua bicicletta, chiudendo l´impegnativa frazione ciclistica in 2:51:03, prima di dare il cambio a Gianni Marongiu, che ha un po´ sofferto caldo e orario di partenza portando a termine la sua fatica e portando la sua squadra al 13° posto.
Fausto è stato invece inserito in una staffetta "straniera" e si è fatto onore chiudendo la mezza in 1:28:53. Ottimo riscontro in vista della Maratona di Firenze.
A fare la gara completa c´era invece il gotha dell´Atletica Pula.
The president segue l´evoluzione della specie e si veste da triatleta per lanciarsi nella gara sprint. Di certo per la prima gara poteva essere più fortunato e trovare un mare meno infame....ma lo sport è così, ti prendi quello che ti capita. Riempie la muta di ossi di seppia e galleggia fino alla fine della frazione di nuoto in 16 minuti e 42 secondi (niente male come prima nuotata). Arrivato in zona cambio, e buttati gli ossi di seppia, riesce a trasformarsi in ciclista ancora prima che l´ultimo atleta esca dall´acqua...notevole. Si invola per la frazione bike e tiene il ritmo preventivato chiudendo i 20 km in 38 minuti circa. A questo punto finalmente si comincia a correre, il suo terreno preferito, e il nostro presidente scala le posizioni perse nel nuoto e chiude con orgoglio, e mia personale ammirazione, la sua prima gara di triathlon in 1:21:40. Bravo ragazzo.
La giornata per chi come me doveva fare il triathlon medio comincia presto. Fortunatamente il cambio dell´ora ci da un´ora in più di sonno. Arrivo al Forte che sono le 6 del mattino, il campo dove è allestita la zona cambio e l´arrivo è illuminato dai fari e il colore verde brillante da un po´ d conforto. Arrivano i primi atleti a posizionare i loro materiali per la transizione bici-corsa. Posiziono , accanto al mio numero, le scarpe da corsa e gli essenziali gel. Studio un po´ la situazione e poi mi porto in zona T1. Avvicinandomi alla spiaggia la risacca del mare si fa sempre più forte, metto la muta e si va in spiaggia. Il mare è proprio mosso, accidenti, speravamo di no. Scambio quattro chiacchiere con Lorenzo, il quale cerca di convincermi a fare una gara di corsa da 60 km l´anno prossimo (gara che lui ha fatto solo 7 giorni prima del triathlon). So già che lui uscirà attardato dal nuoto, ma poi comincerà l´inesorabile rimonta....maledetto. Son quasi le 8 e siamo schierati. Count down e suono di sirena. Si parte, parte la tonnara. Scelgo il lato destro del gruppo per non rimanere bloccato. Scelta azzeccata, non fosse per uno scoglio che centro puntualmente col ginocchio appena entrato in acqua. Cominciamo bene. Il mare oggi è veramente complesso però riesco a prendere un buon ritmo ed esco intorno alla 30^ posizione. Cambio nuoto-bici un po´ troppo macchinoso e si riparte. So già che perderò delle posizioni e infatti comincio a subire i primi sorpassi appena uscito dal Forte direzione lungomare Santa Margherita. Poi prendiamo la ss 195 e la destinazione è Teulada, passando per Domus de Maria fino ad arrivare alla caserma per il giro di boa. Sul percorso i volontari vigilano per la nostra incolumità e fanno un lavoro eccezionale. Pedalo tranquillo con un occhio alla media chilometrica. Non guardo neanche il tempo. Spero di chiudere in meno di tre ore. Il vento disturba un po´, ma appena possibile mi metto in posizione aerodinamica sperando di migliorare la situazione. Gli ultimi 20 km sono veramente tosti e decido di tenere energie per il prosieguo della gara. Passato il Pinus Village inizia la discesa e gli ultimi km verso il cambio. Entro in zona cambio con le gambe ancora un po´ di legno e cerco di essere più veloce che posso (senza successo). Sul campo c´è già tanto pubblico che incita tutti gli atleti alla grande. Parto per la mia frazione di corsa. Passata la prima salita faccio una sosta tecnico-fisiologica. Riparto e mi affianca il grande Danilo Palmucci, uno che ha fatto e che continua a fare la storia del triathlon in Italia, e mi dice :" Hai visto il percorso??Corri tranquillo perchè il secondo giro è molto duro..."...Il secondo??? E se il secondo è duro come sarà il terzo??? "Teribbile", mi dice lui. Corriamo assieme per un km e poi sento una piccola fitta a fegato e milza. Decido saggiamente di assestarmi su un ritmo tranquillo. Cerco di gestire al meglio tutti i rifornimenti e i gel che corrono con me. Il passo si assesta, la crisi che si affacciava rimane fortunatamente nascosta e ingrano un bel passo. Sto correndo senza cronometro, quindi non so a quanto sto andando, né da quanto tempo sono in gara. Recupero parecchie posizioni e riesco a non farmi sorpassare praticamente da nessuno. Ma so che qualcuno potrebbe sorprendermi. Il percorso è costituisco da un tracciato a bastone da 3,5 km, quindi a ogni giro di boa ci si incrocia con gli altri atleti. Lorenzo è in avvicinamento e corre veramente bene,maledetto. Incrocio anche un concentratissimo Giggillai e Fausto e Gianni con i nostri colori sociali. Cerco di tenermi costante e ogni passaggio sul campo a fine giro è una festa e un po´ si riesce anche ad aumentare il ritmo. Secondo giro tutto ok. Terzo giro tutto molto bene, tranne l´unico sorpasso subito ad opera di Lorenzo-Maledetto-Pisani, sto benissimo, la tentazione di forzare il ritmo è tanta, ma devo stare calmo. Il percorso è veramente duro. Passata l´ultima salita mi rendo conto che ce l´ho fatta. Faccio la discesa in scioltezza, l´ultimo tratto è pianeggiante e conduce al campo sportivo. Entro nel campo e mi scappa un megasorriso, do il cinque a tutti quelli che si allungano per incitarti. Ma io guardo un pelino più avanti, ho un appuntamento a 50 metri dal traguardo. Ci sono Maura e Enrico che mi aspettano. Maura col sorriso di chi sa quali sacrifici si fanno per preparare una gara del genere e contemporaneamente stare con la famiglia, seguire il lavoro. Enrico indossa una bellissima maglietta con su scritto :"6 FORTE PAPA´". Come da tradizione lo porto con me al traguardo, anche se questa volta è un po´ terrorizzato. Questa volta gli ultimi passi li facciamo camminando, piano piano, ci vogliamo godere la fine di questa meravigliosa gara. Oltre l´arco del traguardo ci sono i ragazzi dell´organizzazione che ci aspettano, c´è Andrea che si è fatto un c..o così per far si che questa giornata fosse perfetta. Tagliamo il traguardo, gonfio i muscoli come sempre e questa volta la medaglia la prendo io, Enrico è ancora terrorizzato. Solo lunedì sera scoprirò di essere arrivato 24° assoluto con una frazione di nuoto chiuso in 35:17, in bici c´ho messo 2:54:24 e una mezza finale in 1:36:11 per un tempo totale di 5:09:34. Ce l´abbiamo fatta...io, Maura e Enrico. Perchè il triathlon è si uno sport individuale, ma senza una squadra come la mia non ce l´avrei mai fatta ad allenarmi...come avrei fatto senza Enrico che alle 6 del mattino mi ha sempre puntualmente svegliato per gli allenamenti....senza la pazienza di Maura che oltre alla sveglia di Enrico doveva subire anche la mia e il suo sostegno anche quando alle dieci di sera ero un cadavere ambulante....senza la mia tenacia nel riuscire tutte le mattine a mettere la sveglia alle 6:00 (in contemporanea con i risvegli del pargolo)....senza l´organizzazione familiare che mi ha consentito di conciliare i lunghi in bici della domenica con delle splendide giornate al mare...
La specie si evolve....eravamo scimmie siamo diventati Homo Sapiens Sapiens....
La persona si evolve....ero un ragazzo ora sono un uomo-marito-papà-mezzo ironman (in attesa di diventare Ironman)....
L´atleta si evolve....da runner a triatleta....si può fare ( link )
Lorenzo 21-11-2013
Un piccolo appunto
Bellissima, Samuel, molto divertente! Ho solo un piccolo dubbio sulla tua teoria: se guardiamo i peli, io dovrei essere dalle parti dell´austrolopiteco. Com´e´, allora, che ti ho superato nel finale?
Samuel 22-11-2013
Evoluzionando
Caro utente Lorenzo, il tuo appunto è corretto e puntuale...io penso che quando passerai alla depilazione definitiva saranno c...i amari per tutti. Comunque anche io tengo la cara peluria negli arti. La spiegazione del sorpasso nel finale è semplice: hai piazzato un sacco di fotografi a distrarmi e ho perso un sacco di secondi preziosi facendo le pose da Ben Hur.
Australopitecus 22-11-2013
Evoluzionando
Eh si´, la vanita´ dei sapiens sapiens ... finira´ che vi estinguerete guardardandovi allo specchio.



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